Oggi parliamo di Brand Identity. Ogni giorno abbiamo a che fare con marchi e loghi di aziende, prodotti e servizi che ci sembra quasi di conoscere alla perfezione. Basta infatti osservare un brand per sapere di cosa si tratta e anche un bambino sa cosa producono brand di successo come Nike, Ikea o LG. Ma ti sei mai chiesto cosa si nasconde dietro un marchio? La Brand Identity è un qualcosa che si costruisce casualmente oppure ci sono strategie di marketing ben precise dietro un determinato marchio o nome? Per rispondere a queste domande provo a raccontarvi brevemente la storia di alcuni brand che attraverso il loro successo sono rimasti (e rimangono ancora oggi) impressi nella nostra memoria e nella nostra “attenzione”.
Brand Identity – Storie di successo a cui ispirarsi
Brand Awareness e Brand Reputation sono termini sempre più comuni e stanno ad indicare la riconoscibilità e la reputazione di un marchio. Di casi di successo ne avrei una lista infinita ma concentriamoci su alcuni Brand che a mio avviso non solo sono i più noti ma anche i più interessanti.
L’intuizione di APPLE
Apple è forse la mela più famosa al mondo, quella che rappresenta l’azienda informatica statunitense nata nel 1976 dal genio di Stave Jobs, Stave Wozniak e Ronald Wayne. Mentre i tre fondatori si interrogavano sul nome da conferire alla neonata azienda di computer, Jobs ad un certo punto esclamò <<apple!>> facendo riferimento allo scienziato Isaac Newton che fu ispirato proprio dalla caduta di una mela. In realtà l’idea (ancora acerba) fu inizialmente un disastro a causa di soluzioni grafiche che non funzionavano nemmeno un pò (il che ce la dice lunga sull’importanza dello studio grafico concettuale che si cela dietro un brand).
Jobs però era convinto che il nome “apple” avrebbe funzionato e mise il progetto di Brand Identity nelle mani di Rob Jannof un affermato grafico e designer che ad un certo punto ebbe l’ispirazione! Jannof disegnò una mela morsicata giocando sul fatto che bite (morso) e byte (sequenza di bit, ovvero unità di misura dell’informatica) si pronunciassero nello stesso identico modo. Così dall’associazione di parole che si pronunciano allo stesso modo è nato il Brand più celebre al mondo.
La fortuna di IKEA
La storia di Ikea e della sua Brand Identity risale alla seconda guerra mondiale, quando Ingvar Kamprad ricevette in dono dal padre una piccola somma di denaro. Il giovane Kamprad decise di investire tale somma in un servizio di vendita per corrispondenza con l’obiettivo di incrementare gli introiti e reinvestirli in un’attività per la vendita di oggetti a basso costo come matite, penne e fiammiferi.
Per dare corpo alla sua iniziativa Kamprad partì proprio dal Naming, ovvero dal nome che avrebbe ruotato intorno al suo neonato business. Privo di grande fantasia e creatività decise di sfruttare le lettere che per associazione si legavano a lui: optò per la “I” come iniziale del suo nome, “K” come iniziale del suo cognome, “E” come iniziale di Elmtaryd ossia la fattoria in cui era nato e, infine “A” come Agunnaryd il villaggio in cui si collocava la fattoria. Tale nome, per nulla originale, tuttavia gli portò fortuna tanto che ad oggi il sig. Kamprad è il sesto uomo più ricco al mondo. Questo ci insegna che a volte (ma solo a volte) è anche una questione di pura fortuna!
La scelta strategica e vincente di AMAZON
Fondato da Jeffrey Bezos con il nome di Cadabra.com nel 1994, a meno di un anno di distanza il colosso online cambiò rotta chiamandosi definitivamente (e con successo) Amazon. Ma come mai proprio questo naming? L’idea venne proprio da Bezos che sfogliando il vocabolario trovò la parola “Amazon” ricca di significati. Si riferisce, infatti ad uno dei più grandi fiumi al mondo, da l’idea di qualcosa di potente e grandioso e in qualche modo trasmette un certo senso di esotico. A determinare la scelta vi fu poi anche un’altra osservazione: il naming con l’iniziale “A” si sarebbe posizionato tra i primi posti in un elenco telefonico e in una directory online… il gioco era fatto! Ma attenzione, per Amazon ci sono delle “chicche” che vanno oltre la logica di Brand e sfruttano addirittura il messaggio subliminale.
Come molti sanno il logo Amazon si caratterizza per una freccia arancione che scorre sotto le lettere. Ma questo non è affatto un puro elemento decorativo. La freccia infatti congiunge la “A” e la “Z” suggerendo che sul sito è possibile comprare proprio di tutto… dalla A alla Z! Insomma una scelta strategica che ha ben ripagato Bezos tanto che oggi il portale è uno dei migliori e-commerce al mondo.
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